Il decreto legge sul Superbonus sta creando caos tra famiglie e condomini, con 372mila immobili residenziali coinvolti su un totale di circa 12 milioni, il che rappresenta il 3,1% della popolazione.
Il decreto legge sul Superbonus sta creando caos tra famiglie e condomini, con 372mila immobili residenziali coinvolti su un totale di circa 12 milioni, il che rappresenta il 3,1% della popolazione. Gli amministratori di condominio stanno cercando di gestire questa situazione, ma si trovano ad affrontare difficoltà a causa dell’esclusione dalla fase di dialogo con il Governo.
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Leonardo Caruso, vicepresidente nazionale dell’Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari (ANACI), ha dichiarato che “è necessario andare in assemblea e dire serenamente ai condomini che non ci sono più le condizioni“. Ha anche sottolineato che l’amministratore di condominio rappresenta la prima linea di contatto tra famiglie e imprese in questa situazione complessa e che la loro collaborazione è essenziale per evitare possibili contenziosi giudiziari.
Il Governo sta attualmente lavorando con imprese, banche e associazioni di categoria per trovare soluzioni, ma i rappresentanti degli amministratori di condominio sono esclusi da questi incontri. Caruso ha dichiarato che questo decreto ha causato preoccupazione tra le famiglie e che gli amministratori di condominio potrebbero dover riunire le assemblee per informare i condomini e valutare la possibilità di archiviare definitivamente i progetti per la riqualificazione delle abitazioni.
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Attualmente, ci sono tre situazioni diverse per quanto riguarda l’avvio dei lavori: coloro che hanno già avviato i lavori con deposito della CILAS prima del 25 novembre 2022 possono usufruire della detrazione del 110% e dello sconto in fattura; coloro che hanno depositato la CILAS dopo il 25 novembre ma non hanno ancora avviato i lavori possono usufruire della detrazione declassata al 90% e dello sconto in fattura; coloro che non hanno ancora depositato la CILAS non possono usufruire dello sconto in fattura, anche se possono usufruire delle detrazioni vigenti.
Inoltre, Caruso ha sottolineato l’importanza di considerare la sicurezza e la struttura degli edifici durante i processi di riqualificazione energetica. La maggior parte del patrimonio immobiliare italiano è stato costruito prima del 1980, e pertanto gli interventi sugli edifici dovrebbero essere effettuati tenendo conto di tutto di considerare la sicurezza e l’efficienza energetica della struttura dell’edificio.
“Prima ancora di vivere in un condominio che consuma poco, bisogna avere la certezza che una casa costruita 60 o 70 anni prima sia ancora strutturalmente idonea e abbia impianti sicuri“, ha concluso Caruso.
In conclusione, la situazione attuale riguardo al Superbonus sta causando caos e preoccupazione tra famiglie e condomini, con gli amministratori di condominio che rappresentano la prima linea di contatto in questa situazione complessa. Il Governo sta lavorando con imprese, banche e associazioni di categoria per trovare soluzioni, ma gli amministratori di condominio sono esclusi da questi incontri.
In questo contesto, è importante tenere conto della sicurezza e della struttura degli edifici durante i processi di riqualificazione energetica.
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