Aggiornati i modelli SCIA, CILA e Permesso di Costruire per adeguarsi al decreto “Salva Casa”: più chiarezza su sanatorie, tolleranze edilizie, destinazioni d’uso e documentazione da allegare.
L’intesa raggiunta il 27 marzo 2025 in Conferenza Unificata segna un momento chiave per l’effettiva attuazione del decreto “Salva Casa”. L’accordo, frutto del lavoro congiunto tra Governo, Regioni e Anci, ha lo scopo di uniformare la modulistica edilizia su scala nazionale, semplificando l’iter burocratico per cittadini, tecnici e amministrazioni.
Non si tratta solo di una formalità amministrativa: l’adeguamento dei moduli rappresenta la base concreta su cui poggia tutta la macchina delle regolarizzazioni edilizie previste dal decreto legge n. 69/2024.
Grazie a questo intervento, si mira a superare la frammentazione normativa locale e a fornire un linguaggio comune tra professionisti e pubbliche amministrazioni, rendendo più chiaro e accessibile il percorso per la presentazione delle pratiche edilizie. Tuttavia, nonostante l’accordo sia stato siglato, i nuovi modelli non sono ancora disponibili: le Regioni dovranno aggiornare i moduli standardizzati già in uso, quelli del 2017, integrandoli con le istruzioni fornite.
Sommario
Per rendere operativa la riforma prevista dal decreto “Salva Casa”, l’accordo stabilisce due tappe fondamentali. Entro il 9 maggio 2025, le Regioni sono chiamate ad aggiornare la propria modulistica edilizia unificata, modificando i modelli già in uso alla luce delle nuove disposizioni. Si tratta di un passaggio cruciale che impone alle amministrazioni regionali un rapido adeguamento tecnico e normativo.
Successivamente, toccherà ai Comuni: entro il 23 maggio 2025, ogni amministrazione locale dovrà adottare i moduli aggiornati e pubblicarli sul proprio sito istituzionale, garantendone l’accessibilità. In questo modo, sarà assicurata un’applicazione uniforme delle nuove regole sull’intero territorio nazionale.
Nel frattempo, eventuali dati da inserire su base locale – come gli importi degli oneri o i diritti di segreteria – restano di competenza dei singoli Comuni. La diffusione della nuova modulistica aggiornata, inoltre, sarà garantita con il coordinamento tra enti e sarà seguita, in futuro, da un nuovo accordo dedicato alla SCIA di agibilità.
Advertisement - PubblicitàTra i modelli oggetto di aggiornamento, la SCIA è forse quello che subisce le modifiche più profonde. L’obiettivo è migliorare la chiarezza e la precisione nella descrizione degli interventi edilizi, soprattutto in relazione al mutamento di destinazione d’uso, alle varianti in corso d’opera e agli interventi in sanatoria.
Nel nuovo modello, il quadro “Qualificazione dell’intervento” è stato ristrutturato per distinguere con maggiore dettaglio tra manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, tenendo conto dell’incidenza sulle strutture e dell’eventuale presenza di vincoli. Un’attenzione particolare è riservata alla destinazione d’uso: vengono ora differenziati gli interventi che restano all’interno della stessa categoria funzionale da quelli che comportano un passaggio tra categorie diverse – come previsto dalle zone urbanistiche A, B e C indicate nel D.M. 1444/1968.
Un’altra novità rilevante è l’inserimento di una sezione dedicata alle varianti a SCIA, che distingue tra modifiche non essenziali e variazioni considerate essenziali secondo l’articolo 32 del D.P.R. 380/2001. Inoltre, viene specificato se il mutamento di destinazione avviene con o senza opere edilizie, con puntuali riferimenti normativi agli articoli 6 e 6-bis dello stesso D.P.R.
Infine, viene ampliata anche la sezione relativa alle attività produttive, distinguendo chiaramente tra procedimenti automatizzati e ordinari, secondo quanto previsto dal D.P.R. 160/2010 – un dettaglio spesso trascurato nella precedente modulistica.
Advertisement - PubblicitàUna delle introduzioni più significative nel nuovo modello SCIA è il quadro specifico dedicato alla sanatoria e alla regolarizzazione degli interventi edilizi già realizzati o in corso d’opera. Questo elemento rappresenta uno snodo cruciale del decreto “Salva Casa”, poiché consente di affrontare situazioni edilizie irregolari con maggiore trasparenza e chiarezza procedurale.
Il modello prevede quattro diverse opzioni, a seconda del tipo di intervento:
Questa struttura consente di differenziare nettamente le situazioni regolarizzabili e aiuta i tecnici a compilare con precisione la documentazione necessaria, evitando errori interpretativi che, in passato, potevano rallentare o bloccare l’iter edilizio.
Advertisement - PubblicitàNel nuovo modello SCIA è stata completamente rivista la sezione dedicata alla regolarità urbanistica e ai titoli edilizi precedenti, uno degli aspetti spesso più delicati nella gestione delle pratiche edilizie. La novità principale riguarda la struttura più articolata e ordinata delle informazioni, pensata per semplificare il lavoro dei tecnici e degli uffici comunali.
Il modulo ora richiede l’indicazione precisa del titolo abilitativo che ha disciplinato l’ultimo intervento edilizio sull’immobile o sull’unità immobiliare, invitando a segnalare anche i titoli originari e quelli successivi. Questo permette di ricostruire con chiarezza la storia edilizia dell’immobile, elemento essenziale per valutare la legittimità degli interventi attuali.
Inoltre, viene esplicitata una nota interpretativa che chiarisce come compilare correttamente la sezione, con l’intento di ridurre il margine di discrezionalità e le contestazioni da parte delle amministrazioni comunali. La nuova formulazione risponde anche alle esigenze di uniformità nazionale e di maggiore coerenza rispetto alla normativa urbanistica.
Advertisement - PubblicitàNel nuovo modello SCIA, la relazione tecnica di asseverazione è stata profondamente rivisitata per offrire un quadro più completo e dettagliato dell’intervento edilizio. Le novità puntano a rafforzare il ruolo del tecnico abilitato, chiamato a certificare con maggiore precisione ogni aspetto dell’opera, dalla destinazione d’uso allo stato legittimo.
Tra le principali aggiunte spiccano:
Particolare attenzione è riservata anche al quadro sullo stato legittimo dell’immobile, dove vanno dichiarati i riferimenti ai titoli edilizi pregressi e, se presenti, eventuali tolleranze costruttive. Viene inoltre aggiunta una sezione dettagliata dedicata alle tolleranze edilizie, aggiornata con le nuove percentuali consentite dal decreto “Salva Casa”.
Infine, sono state rafforzate le indicazioni in materia di conformità igienico-sanitaria, con soglie minime precise per altezze interne e superfici abitative nei monolocali, nel rispetto dei più recenti standard di vivibilità.
Advertisement - PubblicitàIl nuovo “Quadro riepilogativo della documentazione” contenuto nella SCIA aggiornata non è più un semplice elenco di allegati, ma diventa una vera e propria mappa normativa a supporto della pratica edilizia. L’obiettivo è duplice: da un lato, semplificare la verifica da parte degli uffici tecnici comunali; dall’altro, responsabilizzare maggiormente i professionisti nella raccolta e produzione degli atti necessari.
Tra gli elementi di rilievo troviamo:
In sostanza, il nuovo quadro documentale contribuisce a creare un fascicolo edilizio più trasparente, tracciabile e coerente con le finalità del “Salva Casa”, semplificando i controlli ma aumentando anche il livello di rigore richiesto.
Advertisement - PubblicitàAnche il modello per il Permesso di Costruire è stato aggiornato con l’obiettivo di chiarire meglio la natura degli interventi edilizi e di agevolare l’accesso alle sanatorie previste dal decreto “Salva Casa”. Il cuore della revisione sta nel quadro “Qualificazione dell’intervento”, ora più articolato, che richiede al tecnico di specificare se l’opera prevede o meno un cambio di destinazione d’uso, e se tale cambio avviene all’interno della stessa categoria funzionale oppure tra categorie differenti.
Una novità sostanziale è l’introduzione di un quadro dedicato alle sanatorie, dove è necessario indicare se l’intervento:
In ogni caso, il modello impone di dettagliare le oblazioni da versare, rendendo più trasparente il procedimento di regolarizzazione. Questa impostazione consente un controllo più accurato da parte dei Comuni e una compilazione più consapevole da parte dei tecnici incaricati.
Advertisement - PubblicitàIl nuovo modulo per il Permesso di Costruire riorganizza in modo più preciso anche la sezione “Regolarità urbanistica e precedenti edilizi”. Qui viene richiesto di indicare tutti i titoli abilitativi precedenti, compresi quelli rilasciati in sanatoria come la SCIA o il permesso di costruire in sanatoria, finora raramente citati nei modelli ufficiali.
Oltre all’elenco dei titoli, il modello introduce una sezione specifica per le sanzioni pecuniarie, in cui allegare le ricevute dei pagamenti effettuati, elemento importante ai fini della legittimità dell’intervento. Un’altra novità significativa è la possibilità di fornire documentazione probante, come fotografie, rilievi o documenti d’archivio, utile a dimostrare la preesistenza e la regolarità dell’opera, soprattutto nei casi più datati o privi di tracciabilità catastale.
Inoltre, il modello valorizza l’uso della dichiarazione di tolleranza edilizia, riferita agli articoli 34-bis e 34-ter del D.P.R. 380/2001, uno strumento normativo sempre più centrale per risolvere piccole difformità in modo legittimo e semplificato.
Advertisement - PubblicitàNel nuovo assetto previsto dal decreto “Salva Casa”, la relazione tecnica di asseverazione per il Permesso di Costruire assume un ruolo ancora più centrale. Il tecnico incaricato deve ora fornire una descrizione dettagliata dell’intervento, specificando in maniera inequivocabile se comporta un cambio di destinazione d’uso e in quale misura – all’interno della stessa categoria funzionale o tra categorie differenti.
Sono stati introdotti nuovi quadri specifici che coprono tre aspetti fondamentali:
Nel quadro relativo alla conformità igienico-sanitaria, il modello recepisce ora le nuove soglie minime: altezze interne ridotte (tra 2,70 e 2,40 metri) e superfici minime per alloggi monostanza (20 m² per una persona, 28 m² per due). Infine, è stato aggiunto un riferimento al procedimento di accertamento di compatibilità paesaggistica introdotto dall’art. 36-bis del D.P.R. 380/2001, fondamentale per gli immobili vincolati.
La nuova struttura impone quindi maggiore rigore tecnico e responsabilità professionale, ma allo stesso tempo fornisce strumenti normativi più chiari per la gestione di situazioni complesse.
Advertisement - PubblicitàIl nuovo quadro riepilogativo della documentazione previsto nel modello aggiornato per il Permesso di Costruire si presenta più dettagliato e orientato a garantire la massima trasparenza nella gestione delle pratiche. Rispetto al vecchio impianto, si nota una riorganizzazione dei contenuti e l’introduzione di voci che recepiscono le ultime novità normative in materia edilizia.
Tra gli aggiornamenti più rilevanti troviamo:
Questo quadro non ha solo funzione elencativa: è uno strumento pensato per ridurre le ambiguità e fornire agli uffici comunali una base solida su cui svolgere controlli più rapidi ed efficaci. Per i tecnici, invece, rappresenta una guida operativa precisa per evitare omissioni che potrebbero rallentare o invalidare l’intero iter autorizzativo.
Advertisement - PubblicitàAnche il modello relativo alla SCIA alternativa al Permesso di Costruire è stato oggetto di una revisione importante, con l’obiettivo di renderlo più aderente alla realtà operativa dei cantieri e alle esigenze di regolarizzazione previste dal decreto “Salva Casa”.
Nel quadro “Qualificazione dell’intervento”, il tecnico è ora chiamato a specificare con maggiore chiarezza se l’intervento comporta un mutamento di destinazione d’uso, distinguendo tra trasformazioni interne alla stessa categoria funzionale e passaggi verso categorie differenti. Questo dettaglio è fondamentale, poiché impatta direttamente sul tipo di titolo richiesto e sull’eventuale necessità di ottenere autorizzazioni integrative.
Inoltre, nella sezione dedicata alla regolarità urbanistica e ai titoli pregressi, vengono introdotte nuove voci per i titoli edilizi in sanatoria – inclusi condoni, permessi di costruire in sanatoria e SCIA in sanatoria – fino ad oggi spesso trattati con approssimazione. Un ulteriore rafforzamento riguarda la documentazione probante: è ora possibile (e consigliato) allegare fotografie, perizie, visure e atti notori per dimostrare la regolarità edilizia di immobili privi di titoli formali.
Viene infine valorizzata la dichiarazione di tolleranza edilizia, con richiami specifici agli articoli 34-bis e 34-ter del D.P.R. 380/2001, che disciplinano le difformità minori sanabili senza necessità di demolizione.
Advertisement - PubblicitàLa relazione tecnica di asseverazione collegata alla SCIA alternativa al Permesso di Costruire è stata aggiornata con l’inserimento di quadri più analitici che rafforzano il controllo di legittimità e semplificano la verifica delle condizioni per l’intervento.
Una delle principali novità riguarda la specificazione del mutamento di destinazione d’uso, obbligatoriamente distinta in base alla categoria funzionale di partenza e di arrivo, e alla presenza o meno di opere. Questa suddivisione serve a chiarire quando l’intervento è compatibile con l’uso dei titoli semplificati e quando, invece, è necessaria una valutazione più approfondita.
Sono inoltre introdotti due quadri specifici:
Nel quadro “Conformità igienico-sanitaria”, vengono ribadite le nuove soglie minime previste per altezze e superfici dei locali, già introdotte negli altri modelli. Questo consente una maggiore coerenza normativa tra i diversi titoli edilizi.
La struttura della relazione rafforza la responsabilità tecnica e riduce il rischio di contestazioni da parte dei Comuni, soprattutto in fase di controlli successivi all’inizio dei lavori.
Advertisement - PubblicitàNel nuovo modello della SCIA alternativa al Permesso di Costruire, il quadro riepilogativo della documentazione assume un ruolo chiave per garantire trasparenza, completezza e coerenza normativa della pratica. L’elenco degli allegati è stato rivisto con l’obiettivo di rendere più agevole il controllo da parte dell’amministrazione comunale e, allo stesso tempo, di responsabilizzare ulteriormente i professionisti incaricati.
Tra gli aggiornamenti più rilevanti si segnalano:
Questa nuova impostazione rende il quadro riepilogativo uno strumento operativo, non solo un mero elenco, e lo trasforma in una vera check-list per la regolarità amministrativa dell’intervento.
Advertisement - PubblicitàIl modello aggiornato per la CILA introduce modifiche mirate, pensate per allineare anche questo titolo edilizio semplificato alle novità normative introdotte dal “Salva Casa”. L’aggiornamento si concentra su due fronti principali: le tolleranze edilizie e la gestione degli interventi in zone sismiche.
È stata infatti aggiunta una nuova sezione dedicata alle dichiarazioni di tolleranza, dove il tecnico può indicare eventuali difformità entro i limiti consentiti, come previsto dagli articoli 34-bis e 34-ter del D.P.R. 380/2001. Questo aggiornamento consente di regolarizzare piccoli scostamenti dimensionali senza ricorrere a titoli più complessi, riducendo tempi e costi per il cittadino.
Un’altra novità rilevante è l’introduzione, nel quadro riepilogativo della documentazione, di una voce specifica relativa all’autorizzazione sismica. Questa viene richiesta per interventi localizzati in aree a media o alta pericolosità sismica, confermando l’attenzione crescente verso la sicurezza strutturale anche in operazioni edilizie meno impattanti.
La nuova CILA si conferma così uno strumento ancora valido per molte tipologie di intervento, ma con un livello di dettaglio superiore rispetto al passato, utile a garantire il rispetto delle normative in modo semplice ma rigoroso.